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Rubrica d’arte: presentazione e introduzione

Posted by Sharkey | On: mag 18 2011

Vorrei innanzitutto ringraziare webrot, il curatore di questo sito, per ospitare questa mia sorta di rubrica artistica sul suo blog, conscio dei limiti miei e della forma comunicativa, più simile ad una pagina di diario pubblica che ad un saggio.

Credo inoltre sia opportuno premettere che io non sono in alcun modo un professionista di alcun genere e che le mie opinioni sono da prendere come strettamente personali, non riflettenti il pensiero di webrot né tantomeno il giudizio di un vero storico dell’arte, quanto più quello di un amatore, se vogliamo.

Suppongo che a questo punto ci si possa chiedere cosa ci faccia una rubrica artistica su questo blog. L’idea nasce dal fatto che ci è parso che il modo in cui l’arte (lungi dall’essere qualcosa di aulico e distante, ma parte fondante della cultura e sua massima espressione) venga insegnata (e quindi probabilmente recepita) alla popolazione italiana sia estremamente semplicistico e insufficiente. Innanzitutto sembra che venga tracciata un’invisibile e mai definita linea netta tra arte e non-arte, che potrebbe essere smontata (ma raramente viene fatto dall’insegnante del caso) chiedendo cosa sia di fatto l’arte e cosa non lo sia. Non ho intenzione di rispondere in questa sede, anche perchè avrebbe valenza personale, ma invito i lettori a porsi questa domanda seriamente e ragionarci un po’ su, perchè la risposta credo sia meno scontata di quanto possa apparire. Per comodità, in ogni caso, mi limiterò a trattare le arti figurative maggiori (ovvero architettura, pittura e scultura), così come vengono trattate generalmente.

Qui scaturisce la seconda perplessità su come venga svolto l’insegnamento della disciplina. Sembra che storia dell’arte vada a coincidere con storia della pittura. La scultura è di solito trattata solo in relazione al periodo classico e ai maestri Donatello, Michelangelo, Bernini e Canova, rappresentanti  la scultura del primo rinascimento, del rinascimento maturo, del barocco e infine del periodo neoclassico; l’architettura sembra sparire dopo Brunelleschi ed Alberti, anche se ciò è palesemente smentito facendo un giro in qualsiasi città (o cittadina, o paese, o villaggio). Del periodo delle avanguardie sembra che ci siano solo esponenti pittorici, eppure le innovazioni (sia tecniche che stilistiche) sono presenti in tutte e tre le discipline.

Come credo sia ovvio, anche se ancora non l’ho esplicitato, il fine di questa rubrica (che tenterò di scrivere con regolarità, senza promesse di alcun tipo) è di cercare di “correggere” se possibile questi errori andando a riempire dove possibile lacune e ad integrare dove le mie conoscenze e capacità lo permettono.

L’ultimo appunto, ma forse è quello che maggiormente mi ha convinto a cimentarmi in quest’opera, è che la classificazione, necessaria per una migliore memorizzazione, tende a trasformare ogni stile artistico in uno o pochi esponenti maggiori, creando numerose discontinuità di percorso, e spesso lasciando incomplete le spiegazioni degli stessi artisti-manifesto. Mi chiedo quanti ad esempio sappiano che il paesaggio ai lati della Gioconda non sia lo stesso (neanche l’orizzonte in realtà), o che il Cristo morto presenti una prospettiva errata, mantenendo le proporzioni che non lo farebbero sembrare deforme se fosse in piedi, o che Canova non scolpì solo una Ebe, ma ben quattro, pressochè identiche a coppie di due (quella all’Hermitage, quella al Museo Canova), di cui la metà vennero rifiutate dalla critica perchè presentavano una nuvola che rendeva il tutto “troppo barocco” (vedi la “coppia” di prima, quella di San Pietroburgo è quella con nuvola).

Riguardo al discorso della discontinuità, ciò fa sembrare ogni artista estremamante originale, perchè preso a distanza di generazioni da quello precedente, saltando dei passaggi, come quando, spiegando il rinascimento fiorentino, spesso si salta da Brunelleschi-Donatello-Masaccio a Leonardo-Raffaello-Michelangelo, eliminando le due generazioni di pittori che li separarono e che spiegano in parte i risultati dei secondi.

Principalmente saranno questi gli argomenti che tenterò di trattare, limitatamente alle mie conoscenze e ancor di più ai miei interessi, questi ultimi di fatto ciò da cui derivano le prime. Spero di non avervi annoiato troppo con questa mia introduzione, ma la ritenevo necessaria per chiarire.

Grazie, al prossimo articolo (o commento, cui sarò sempre lieto di rispondere, ove possibile).

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